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Lo scopo dei fondi pensione è quello di INTEGRARE la pensione pubblica che, negli anni a venire, sarà sempre meno legata all’ultima retribuzione percepita. Tutti coloro che hanno cominciato a lavorare dall’1 gennaio 1996, al momento della pensione, si troveranno a percepire una pensione pubblica pari mediamente al 50% dell’ultima retribuzione. 

PERCHÈ INTEGRARE? 
I Fondi Pensione non sono delle semplici forme di investimento. Per alcuni possono rappresentare un mero strumento di risparmio, ma per la maggior parte dei lavoratori i Fondi Pensione costituiscono una reale necessità, dettata dalla situazione del sistema previdenziale pubblico. La legge Dini (L. 8 agosto 1995, n. 335), in vigore dall’1 gennaio 1996, ha apportato delle modifiche al sistema pensionistico, intervenendo in particolare sulla metodologia di calcolo della pensione pubblica.

PRIMA DELLA RIFORMA DEL 1995 Metodo retributivo: l'importo della pensione era correlato alla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro. Il calcolo della pensione era semplice: il 2% dello stipendio moltiplicato per ogni anno di lavoro. Quindi, a 40 anni di lavoro corrispondeva una pensione pari all'80% della media delle ultime retribuzioni. 

DOPO LA RIFORMA DEL 1995 Metodo contributivo: l'importo della pensione è correlato ai contributi effettivamente versati all'INPS e non più all'ultima retribuzione percepita. Ma quanto verso all'Inps per la futura pensione? Circa il 33% della retribuzione annua: circa il 9% trattenuto in busta paga, la restante parte versata dall'azienda (è quello che viene definito "costo del lavoro"). Il nuovo metodo di calcolo ha, quindi, ridimensionato l’importo che si arriverà a percepire al momento della pensione. 


Data di Pensionamento Anni di Contribuzione % Pensione/ ultima retribuzione
2000 35 67,3 %
2010 35 67,1 %
2020 35 56 %
2030 35 49,6 %
2040 35 48,5 %
2050 35 48,1 %
Fonte: Rapporto di strategia Nazionale sulle pensioni 2012, tab. 2.2 a


Un lavoratore dipendente con 35 anni di contributi e 60 anni di età riceverà una pensione pubblica pari a circa il 50% dell’ultima retribuzione. Chi andrà in pensione con le nuove regole si troverà nella necessità di colmare ciò che la previdenza pubblica non è più in grado di garantire. Da qui deriva l’importanza della previdenza complementare.

Chi rientra nel nuovo metodo di calcolo previsto dalla riforma del 1995? Tutti coloro che hanno iniziato a lavorare dall’ 1/01/1996. Chi al 31/12/1995 aveva meno di 18 anni di contributi rientra in un sistema di calcolo “misto” (metodo retributivo per l’anzianità maturata sino al 1995, metodo contributivo per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1996). Chi al 31/12/1995 aveva almeno 18 anni di contributi rientra nel vecchio metodo retributivo per la parte di contributi maturati fino al 31 dicembre 2011. I contributi successivi rientrano nel calcolo contributivo (recente riforma Fornero). Per questi ultimi e solo per questi la previdenza privata oggi non rappresenta la fonte economica per garantirsi un tenore di vita adeguato al momento della pensione, ma una utile forma di investimento che consente di beneficiare di una contribuzione aziendale e di investire il proprio denaro a costi molto contenuti. La contribuzione al Fondo ha cadenza mensile, decorre dal mese successivo a quello dell’iscrizione e si compone di 4 voci, previste dai CCNL di riferimento: quota aderente; quota azienda; quota del Tfr “maturando”, cioè che matura dal momento dell’iscrizione in poi; quota assicurativa.


CONTRIBUTO AZIENDALE
Ogni mese l’azienda, per previsione contrattuale, versa per conto del dipendente iscritto una contribuzione a proprio carico nella misura prevista dal C.C.N.L. di appartenenza. Chi non si iscrive al Fondo, o si iscrive con il versamento del solo tfr. non riceve la contribuzione aziendale. Questa somma, dovuta solo nel caso d’iscrizione al proprio fondo contrattuale, rappresenta un rendimento puro. Chi non si iscrive al proprio fondo di categoria rinuncia, quindi, a dei soldi che la contrattazione gli aveva destinato.


VANTAGGI FISCALI  
I contributi versati alla previdenza complementare sono dedotti dall’imponibile fiscale, quindi vengono sottratti alla tassazione Irpef ordinaria applicata in busta paga. La deduzione fiscale è effettuata direttamente dall’ufficio del personale, evitando in tal modo qualsiasi incombenza di dichiarazione fiscale.


CONTRIBUZIONE VOLONTARIA
È possibile incrementare la propria posizione contributiva tramite un contributo volontario, totalmente a carico del dipendente. L’associato comunica al proprio ufficio del personale la volontà di versare una contribuzione aggiuntiva, indicandone l’importo o la % rispetto alla retribuzione. L’ufficio del personale provvederà ad effettuare la trattenuta in busta paga e verserà la somma al Fondo. La contribuzione volontaria può essere attivata, sospesa o variata in qualsiasi momento, a discrezione dell’associato.


INVESTIMENTI AFFIDABILI
I fondi pensione hanno finalità previdenziali, cioè di tutela del tenore di vita dei soci al momento del pensionamento. Ciò si riflette sulla natura degli investimenti finanziari, che non devono assumere carattere speculativo. Il fondo, come si può vedere nella sezione specifica, effettua gli investimenti attraverso gestori professionali, con cui stipula apposite convenzioni, secondo logiche previdenziali e con un'opportuna diversificazione sia degli strumenti acquistati, sia dei mercati di riferimento.


COSTI CONTENUTI
I costi rappresentano una voce da tenere seriamente in considerazione nella valutazione di una forma d’investimento. Più le commissioni sono elevate, più il capitale accumulato sarà decurtato, andando a limitare anche i vantaggi generati da un buon andamento degli investimenti. Nel confronto con le forme pensionistiche complementari di "mercato" i fondi offrono dei vantaggi oggettivi in termini di costi.


COLLABORAZIONE DELL'AZIENDA AL FONDO
I fondi contrattuali hanno un valore aggiunto apparentemente poco visibile, ma di assoluto rilievo. La natura contrattuale di questi fondi consente la collaborazione operativa delle aziende, fattore che solleva i dipendenti dall’onere di dovere seguire costantemente la gestione della propria posizione. Tutte le operazioni contributive e le relative deduzioni fiscali, vengono effettuate dall’ufficio del personale della propria azienda. Ogni dipendente, una volta deciso di iscriversi, deve solo apporre la firma sul modulo di adesione.


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