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Cos’è l’assistenza sanitaria integrativa?

La normativa che regolamenta la sanità in Italia non ha un proprio Testo unico, ma è costituita da una serie di leggi, decreti legislativi, decreti ministeriali, ecc. che a volte rendono arduo districarsi nelle successive modifiche.
La disciplina dei fondi integrativi prende le mosse dal decreto legislativo 421 del 1992, che prevede il “riordino della disciplina in materia sanitaria”. Sono gli anni della crisi del Welfare State e si cercava di delineare dei percorsi alternativi e complementari.

Come accade nella previdenza integrativa, si individuarono tre pilastri per delineare un possibile futuro per la della sanità del nostro paese:
  • Sanità pubblica basata sul principio dell’universalità, dell’uguaglianza e della solidarietà;
  • Sanità collettiva integrativa (mutualità volontaria);
  • Sanità individuale dove il cittadino si rivolge al mercato sanitario attraverso polizze assicurative.
 
L’obiettivo che ci si era dati con la nascita dei Fondi sanitari integrativi (di cui si parla per la prima volta nella legge di riforma sanitaria, L. 833 del 1978) era abbastanza chiaro: costituire il secondo livello di assistenza sanitaria in grado di rappresentare una significativa integrazione del sistema sanitario nazionale.
Occorre però attendere ancora un anno, prima che venga a delinearsi un sistema più compiuto ed ecco che il decreto legislativo 517 del 1993 interviene a modificare il decreto del 1992.
Ma anche questo non basta. Occorre attendere altri sei anni, e cioè il decreto legislativo n. 229 del 1999 (cd. Riforma Bindi) perché riescano a delinearsi meglio quelle che saranno le caratteristiche dei fondi sanitari integrativi il cui fine – dichiarato dalla riforma – è quello di preservare le caratteristiche di solidarietà e universalismo della sanità pubblica ma, al contempo, incoraggiare la copertura di quei servizi che non rientrano nei livelli essenziali di assistenza (cd. Lea) in tutto o in parte (ticket).
I fondi non sono altro che forme mutualistiche caratterizzate da tre elementi:
  •             non selezione dei rischi;
  •             non discriminazione dei premi da pagate;
  •             non concorrenza con il Servizio sanitario nazionale.

Ma l’elemento principale riguarda il concetto di integratività che pone i fondi sanitari subordinati al principale pilastro che è quello del Servizio sanitario nazionale e il decreto concede, esclusivamente a tali fondi, le agevolazioni fiscali che verranno delineate un anno dopo con il decreto 41 che modifica il Testo unico delle imposte sui redditi.
Gli ultimi due provvedimenti, che delineano il quadro allo stato attuale, sono due decreti ministeriali, uno a firma del ministro Turco (2008), l’altro a firma del ministro Sacconi l’anno dopo.
Sommando tutte le normative emanate dal 1992 ad oggi, il quadro che si delinea è il seguente:

Finalità dei Fondi
: favorire l’erogazione di forme di assistenza sanitaria integrative rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale.
Possono essere considerate integrative al Servizio sanitario nazionale non solo le prestazioni non garantite dal Servizio stesso, ma anche quelle che vengono erogate dalle strutture pubbliche per un numero limitato di casi, lasciando ai fondi il compito di completare la parte eccedente la limitazione posta. Rientrano in questa tipologia le prestazioni di medicina alternativa, di medicina fisica e della riabilitazione, le cure odontoiatriche e le cure termali.

Fonti istitutive
:
  •             contratti e accordi collettivi, anche aziendali;
  •             accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi dai loro sindacati o da associazioni di rilievo almeno provinciale;
  •             regolamenti di Regioni, Enti territoriali ed Enti locali;
  •             deliberazioni assunte da società di mutuo soccorso;
  •             atti assunti da soggetti pubblici e privati, purché non adottino politiche di selezione dei rischi o discriminazioni nei confronti di gruppi o singoli.

Ambito di applicazione
:
  •             prestazioni aggiuntive non comprese nei livelli essenziali di assistenza (Lea), erogate da professionisti e strutture accreditate ivi comprese le prestazioni di medicina non convenzionale;
  •             prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, comprese nei Lea, per la sola quota a carico dell’assistito (ticket), inclusi gli oneri per l’accesso alle prestazioni erogate in regime di libera professione intramurali;
  •             prestazioni socio-sanitarie erogate in strutture accreditate residenziali o semiresidenziali o in forma domiciliare, per la quota posta a carico dell’assistito;
  •             prestazioni socio sanitarie e sociali erogate nell’ambito di programmi finalizzati a garantire tutela ai non autosufficienti;
  •             prestazioni finalizzate al recupero della salute di soggetti temporaneamente inabilitati da malattia o infortunio per la parte non garantita dalla normativa vigente, quali ausili o dispositivi per disabilità temporanee;
  •             prestazioni di assistenza odontoiatrica non comprese nei livelli essenziali di assistenza per la prevenzione, la cura e la riabilitazione di patologie odontoiatriche, compresa la fornitura di protesi dentarie.
Inoltre, a partire dal 2010, i Fondi devono garantire, ed attestare, che almeno il 20% delle risorse venga destinato agli ultimi tre punti.

Tipologia di gestione
: autogestione da parte degli organismi che li hanno istituiti.

Fiscalità
: i contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale (quindi iscritti all’Anagrafe dei fondi integrativi) in conformità a disposizioni di contratto, accordo o regolamento aziendale, non concorrono alla formazione del reddito.

Vigilanza
: presso il Ministero della Sanità sono istituiti:
  •             l’Anagrafe dei fondi integrativi (che verifica anche i bilanci);
  •             l’Osservatorio dei fondi integrativi

Principale normativa di riferimento
  •             Fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale – art. 9 del Dlgs 502 del 1992 integrato con le successive modifiche del Dlgs 517 del 1993 e del Dlgs 229 del 1999.
  •             Decreto 31 marzo 2008 “Ambiti di intervento delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie erogate dai Fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale e da enti e casse aventi esclusivamente fini assistenziali”
  •             Decreto 27 ottobre 2009 “Modifica al decreto 31 marzo 2008, riguardante Fondi sanitari integrativi del Servizio sanitario nazionale”

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